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CONCLUSO L’INVERNALE DI CHIOGGIA

CHIOGGIA, 26 gennaio 2020 - Con le ultime tre prove realizzate nel corso del weekend si è conclusa oggi a Chioggia la 43ª edizione del Campionato invernale di vela d'altura, manifestazione organizzata da Il Portodimare in collaborazione con Darsena Le Saline.

Un ultimo fine settimana che - nonostante delle condizioni meteo non certo ottimali - non si è sottratto dal regalare emozioni, con parecchie posizioni di classifica che si sono decise proprio nel corso dell'ultima prova. Tra queste la più eclatante riguarda la leadership per la classifica overall, conclusa con la vittoria di Demon X, l'X-35 degli armatori Nicola Borgatello (Il Portodimare) e Daniele Lombardo (YC Vicenza) ai danni del Melges 24 Furia Buia di Jacopo Longo (CdV Venezia), fino a venerdì leader incontrastato della kermesse.

Grazie ad un weekend superlativo l'equipaggio di Demon X è riuscito a conquistare tra sabato e domenica tre primi posti, che gli hanno consentito di azzerare il distacco dal piccolo Melges 24 e bissare il successo nella manifestazione, peraltro già ottenuto anche nella precedente edizione. A chiudere il podio della classifica Overall è Arka di Ruol Piero e Perini Luciano (Il Portodimare).

Dopo sei prove il Gruppo "A" comprendente le classi ORC 0 alla ORC 2 è andato al First 40.7 Arkanoè di Caramel Roberto (Il Portodimare), davanti a Mister X 3 di Finco Filippo (Il Portodimare) ed a Capo Horn di Stefano Genova (Il Portodimare). Ad aggiudicarsi il Gruppo B è stato invece Demon X di Nicola Borgatello e Daniele Lombardo davanti a Furia Buia di Jacopo Longo ed Arka di Ruol Piero e Perini Luciano.

Quanto alla classifica "Crociera" la classifica generale è stata vinta dal Cobra 33 Moon di Perini Mila (I Venturieri) che ha preceduto My Way di Galzignato Loris (YC Vicenza) e X Nina di Petrello Diego (YC Vicenza).

Quella conclusa oggi è stata un'edizione profondamente rinnovata, sia nel calendario, sia nelle attività collaterali, che sono state potenziate grazie alla collaborazione con Chioggia Sailing Experience, con l'inserimento di importanti eventi quali gli incontri con Franco Corazza del cantiere Italia Yachts ed Enrico Zennaro, che nella serata di sabato 24 gennaio ha raccontato la propria esperienza alla Rolex Fastnet Race.

Un sodalizio, quello nato nel corso del 43° Campionato Invernale tra Il Portodimare, Darsena Le Saline e Chioggia Sailing Experience che proseguirà anche in primavera, in occasione della Coppa Primavera in calendario il 18 e 19 aprile. L'evento farà da apripista alla nuova edizione del circuito N.A.R.C, e per la classe Minialtura coinciderà con il Campionato Nazionale Adriatico.

Il Campionato Invernale di vela d'Altura è organizzato grazie alla collaborazione tra Il Portodimare e Darsena Le Saline, con il supporto dei partner: Banca Patavina, Cantina San Giuseppe, Ingemar, Bottaro.

CLASSIFICHE


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ZENNARO E LA SUA FASTNET RACE FANNO IL PIENO

CHIOGGIA, 26 gennaio 2020 - Pubblico delle grandi occasioni ieri pomeriggio presso la club house di Darsena Le Saline, location che ha ospitato l'evento organizzato da Chioggia Sailing Experience a margine della 43ª edizione del Campionato Invernale di vela d'Altura.

Protagonista della serata è stato Enrico Zennaro, il velista di fama internazionale, socio onorario del Circolo Nautico Chioggia e tesserato per lo Yacht Club Portopiccolo, ambassador B&G ed atleta Montura - ha raccontato la propria esperienza alla Rolex Fastnet Race 2019.

La Rolex Fastnet Race è una gara fra imbarcazioni d'altura che si disputa al largo delle coste della Gran Bretagna. È considerata una delle classiche offshore. Viene disputata ogni due anni ed è lunga 608 miglia nautiche. Il percorso è inusuale, inizia al largo del porto di Cowes sull'isola di Wight, raggiunge lo scoglio di Fastnet vicino alla costa di sud-ovest dell'Irlanda e girato attorno ad esso si dirige verso Plymouth passando a sud dell'isola di Scilly.

Per oltre un'ora ed un quarto Zennaro ha catturato l'attenzione dei molti presenti in sala, spiegando e raccontando tutte le fasi vissute, dalla preparazione dell'imbarcazione alla cura ed attenzione dei dettagli per ciò che riguarda la sicurezza oltre alla parte sportiva.

"Mi ha fatto molto piacere essere nella mia città per raccontare l'esperienza che ho vissuto lo scorso agosto alla Rolex Fastnet Race, una regata che si svolge ogni due anni in Inghilterra e per le sue difficoltà spesso viene paragonata all'Everest. È stato davvero un piacere ritrovare in sala tante persone che mi hanno visto nascere e crescere sportivamente" ha commentato Enrico Zennaro.

L'occasione è stata ideale anche per presentare le prossime novità che riguardano Chioggia Sailing Experience. "Chioggia Sailing Experience si è prefissa come obiettivo quello di organizzare eventi di qualità per il mondo della nautica e della vela in particolare, ringraziamo Enrico Zennaro per la serata e siamo felici di comunicare che nel 2020 Chioggia, con la Coppa Primavera in programma il 18 ed il 19 aprile, entrerà a far parte del circuito N.A.R.C." ha spiegato Marco Boscolo Buleghin, del team di lavoro di Chioggia Sailing Experience.

Il Team Narc (North Adriatic Rating Circuit), nasce nel 2017 e si pone come obiettivo quello della sinergia tra i Circoli, con grande attenzione alle esigenze degli armatori, professionalità nella conduzione delle regate, trasparenza nella compilazione delle classifiche, IdR comuni per tutti gli eventi, innovazione tecnologica per la gestione ed il rilevamento del vento in campo di regata e particolare attenzione per gli eventi a terra nel dopo regata. Principi che bene si sposano con la mission di Chioggia Sailing Experience.

Presente all'evento anche Loris Plet, coordinatore del circuito N.A.R.C.: "Quest'anno il North Adriatic Racing Circuit si è allargato e siamo orgogliosi di aggiungere al nostro calendario la Coppa Primavera. L'evento di Chioggia, preceduto da una sessione di allenamento a Monfalcone, sarà il primo del nostro circuito 2020 che assegnerà i primi punti e darà così avvio alle Spring Series. L'intento è quello di partire dalla tappa di Chioggia ed abbracciare, nel corso dell'intera stagione, tutta la costa Nord Adriatica passando per Lignano, Monfalcone, Trieste e finendo a Pola in Croazia."


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HEROES EXPERIENCE 2020: GENERAZIONI A CONFRONTO

Quattro eroi della vela, quattro diverse generazioni a confronto. È iniziato con il racconto delle storie di mare di campioni del calibro di Marco Gradoni, Maelle Frascari, Andrea Fantini e Roberto Ferrarese l'incontro di presentazione delle attività dell'agenzia Cristiana Monina Nautical Events che, a chiusura della serata ha presentato il nuovo brand realizzato da Genuina Hub, la nuova denominazione "Monina Corporate Sailing" ed i progetti nautici dedicati al mondo corporate per il 2020.
Durante il talk condotto dal giornalista Andrea Falcon è stata posta ai velisti la medesima domanda: nelle sfide veliche che hai affrontato come hai superato la paura per raggiungere il tuo obiettivo. "In barca a vela ci possono essere due paure - dice il quindicenne pluricampione mondiale della classe Optimist, Marco Gradoni -: la paura di farsi male, di un incidente, soprattutto con le barche veloci tipo Nacra 17 o 49er, e la paura del risultato... Quest'ultima io l'ho trasformata in rabbia, nel desiderio di raggiungere il mio obiettivo". È invece per Maelle Frascari, campionessa mondiale della classe olimpica Nacra 17, "la paura più grande è stata cambiare ruolo da timoniera nella classe Laser Radial a prodiera nel catamarano foil. Sono riuscita a superare la paura di non poter più decidere io, da sola come e dove regatare, costruendo un rapporto di fiducia con il mio timoniere Vittorio Bissaro. I risultati che sono arrivati in questi ultimi mesi ne sono la prova". Per l'atleta romana di 25 anni non è mancata la paura per gli incidenti che ha avuto a bordo del multiscafo: "Provi la paura quando stai per farti male... e ti fai male perché in quel momento non hai il controllo di ciò che stai facendo". Il velista oceanico 38enne Andrea Fantini, che nel 2018 ha partecipato alla regata transoceanica Route du Ruhm, ora sogna di fare il giro del mondo in solitario senza scalo. La sua paura in Oceano c'è sempre: "È quella che ti fa alzare sempre l'asticella per portare avanti nuove sfide, ma è anche quella paura positiva che ti accompagna durante la navigazione e ti dà la forza per tornare a casa". La paura più grande in mare, invece, il 63enne barese Roberto Ferrarese - uno dei massimi esperti di match race e coach di team di Coppa America - l'ha avuta all'età di 7 anni durante una discesa in apnea con il padre: "Eravamo alle Tremiti, durante una immersione mi sono ritrovato davanti un pesce spada che ha iniziato brandire la spada davanti a me... Solo dopo, quando sono tornato su, mi dissero che quel movimento precede l'attacco dello squalo! In quel momento ho avuto davvero paura, ma per fortuna non mi ha condizionato nella mia attività successiva a vela. Oggi da psicologo dello sport, il mio intento è proprio quello di aiutare gli atleti a superare la paura di uscire dalla propria comfort zone".

La serata è proseguita con l'illustrazione dei progetti di Monina Corporate Sailing per il 2020:
eventi corporate in occasione delle World Series di Coppa America a Cagliari dal 23 al 26 aprile in collaborazione con Scuola Italia in Vela di Franco Ricci con la rinnovata flotta di Giro34, voluta dal papà Cino Ricci per il Giro d'Italia a vela.
Progetti sociali di sostenibilità ambientale organizzati con Guido Stratta de "Il mare in tasca", con l'obiettivo di condividere la conoscenza e far crescere la cultura del mare e la sua salvaguardia.
La gestione del team velico Pedevilla, azienda familiare con oltre quarant'anni di esperienza nella ristorazione collettiva, insieme alla One Off Academy di Santa Marinella in collaborazione con Paolo Brinati della classe Este 24.
"La vela crea engagement rafforzando i rapporti umani tra le persone - ha commentato Barbara Biggiero, Partner & Managing Director di Monina Corporate Sailing - e, in un momento in cui si parla tanto di digital transformation e di intelligenza artificiale, ritornare ad un sano "human touch" è qualcosa che le aziende stanno rivalutando. Non solo, oggi come oggi promuovere progetti legati alla corporate social responsability per la salvaguardia dell'ambiente marino infestato dalle plastiche migliora l'immagine dell'azienda e stimola i propri dipendenti a farsi ambassador di un brand che ha a cuore l'ambiente".

"Questa serata - ha commentato Cristiana Monina, CEO e founder dell'agenzia - rappresenta per me un momento importante perché segna il passaggio da un'attività imprenditoriale fino ad ora legata alla mia persona verso una visione più aziendale. Il porto rappresenta sempre un luogo di aggregazione e di condivisione delle avventure appena compiute e di pianificazione di nuove sfide, oltre ad essere un approdo sicuro. Questi sono alcuni degli aspetti che, attraverso lo sport della vela, vogliamo trasferire con le nostre attività nel mondo corporate".


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HEMPEL WORLD CUP SERIES MIAMI – FINAL DAY

Terminata la tappa USA di Coppa del Mondo di Vela Olimpica a Miami, Hempel World Cup Series, con una giornata di Medal Race corse tutte con vento leggero e cielo soleggiato.

Sfuma il sogno medaglia per le azzurre Elena Berta (Aeronautica Militare) e Bianca Caruso (Marina Militare), che partivano dal 5° posto nella finale, e concludono la regata al 4°, ai piedi del podio.
Le due atlete hanno fatto una buona partenza ed hanno regatato nel gruppo di testa per tutto il primo giro, con punteggio che le ha tenute in corsa per una medaglia. Il sogno è sfumato nella seconda bolina quando le azzurre hanno perso tre posizioni, che non sono riuscite a recuperare nel lato finale di poppa sotto spinnaker. Il 6° posto sul traguardo della Medal Race le ha portate a chiudere Miami 2020 in quarta posizione, una "medaglia di legno" che lascia l'amaro in bocca.

Le altre italiane in finale, Benedetta Di Salle (Marina Militare) ed Alessandra Dubbini (Fiamme Gialle), hanno confermato il decimo posto sia nella Medal che nella classifica generale. Resta la considerazione tecnica di aver comunque portato due equipaggi nella Finale di una flotta di livello.

Il podio del 470 femminile vede al primo posto le francesi Camille Lecointre ed Aloise Retornaz, al secondo le slovene Tina Mrak e Veronika Macarol, ed al terzo le polacche Agnieska Scrzypulec e Jolanta Ogar.

Nel 470 maschile Giacomo Ferrari e Giulio Calabrò (Marina Militare) hanno concluso al 12° posto maturato ieri. Matteo Capurro e Matteo Puppo (Yacht Club Italiano) al 18°.
Il podio del 470 M rimescolato dalla Medal Race vede al primo gli spagnoli Jordi Xammar e Nicolas Garcia-Paz, secondi i giapponesi Keiju Okada e Jumpei Hokazono, e terzi fuoriclasse australiani Matt Belcher e Will Ryan.

Nel Laser Radial femminile, la giovane Matilda Talluri (CN Livorno) scivola nella Medal Race (10) e scende dal 3° al 4° posto della classifica finale. Nei Laser Standard l'italiano Edoardo Libri (CV Portocivitanova) ha chiuso al 18° in generale.

La prossima tappa delle Hempel World Cup Series, la penultima prima della Finale in Giappone sul campo di regata olimpico di Enoshima prima dei Giochi, sarà in Italia: la grande vela olimpica torna a Genova dall'11 al 19 aprile, con la squadra dei velisti azzurri presente al completo in tutte le classi, ed all'ultimo assalto ai 4 pass per Tokyo 2020 che ancora mancano all'Italia.

LE DICHIARAZIONI DELLE ATLETE DOPO LA FINALE MEDAL RACE

ELENA BERTA (timoniera 470 W):
"Portiamo a casa un altro quarto posto, dopo aver perso una possibile medaglia nella seconda bolina. Per fare un bilancio non ci sono molte parole, dobbiamo imparare ad eliminare questi piccoli errori che fanno perdere punti decisivi ed hanno condizionato una regata nella quale avevamo fatto tante cose positive. Adesso abbiamo tutto febbraio per prepararci ed arrivare in forma al Mondiale."

BIANCA CARUSO (prodiera 470 W):
"La Medal era iniziata super bene, purtroppo non siamo riuscite a gestirla nella seconda bolina e nella seconda poppa, ed alla fine chiudiamo quarte. Ci dispiace molto, ma siamo anche contente perché abbiamo avuto dei segnali ottimi durante questa settimana, e di fatto il nostro 2020 è iniziato bene. Ci siamo allenate molto in inverno, siamo nella top-10 del panorama internazionale, nonostante qualche errore di troppo, guardiamo avanti."

BENEDETTA DI SALLE (timoniera 470 W):
"Non siamo soddisfatte di questa regata, sappiamo che siamo allenate, siamo veloci, possiamo fare tanto meglio, dobbiamo riuscire a prendere le decisioni migliori per la strategia. Anche oggi non siamo partite con lo spirito giusto e l'aggressività che serviva, non abbiamo fatto una bella partenza, ed anche la scelta del lato non è stata quella giusta."

ALESSANDRA DUBBINI (prodiera 470 W):
"Siamo dispiaciute, c'è un po' di rammarico dopo l'intensa stagione invernale di allenamenti, sentivamo di aver lavorato tanto e di esserci preparate nel modo giusto, avevamo un po' di acquolina in bocca nell'affrontare questa Miami, che purtroppo non ci ha portato il risultato che volevamo. Questa prima regata dell'anno è andata così, ma siamo felici di avere il Mondiale a breve per riuscire a riscattarci. Torniamo da Miami col broncio ma consapevoli che c'è la regata a Palma di Maiorca tra poco meno di due mesi."

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HEMPEL WORLD CUP SERIES MIAMI – DAY 5

La Coppa del Mondo di Vela Olimpica a Miami, Hempel World Cup Series, vive la sua penultima giornata riuscendo a fatica a portare a termine una sola regata per le due classi 470, e poche altre manche per il resto delle classi. Condizioni limite su Biscayne Bay: vento scarsissimo, tra 3 e 5 nodi, appena percettibile, e complicato da interpretare nei cambi di direzione. Percorsi molto brevi.

Decise le classifiche finali, con i top-ten di ciascuna classe che sabato 25 saranno in acqua per le finali Medal Race a punteggio doppio. Il programma è stato modificato e le Medal dei 470 inizieranno alle 9 del mattino (le 15 italiane), e sarà possibile seguirle in diretta streaming (sotto il link).

Nel 470 femminile l'Italia porta due equipaggi in finale: Elena Berta (Aeronautica Militare) e Bianca Caruso (Marina Militare), dopo un 5° nell'unica prova del giorno, partiranno in finale dal 5° posto, ma ad 1 solo punto dal terzo gradino del podio, la prospettiva per loro è una Medal tutta all'attacco. Benedetta Di Salle (Marina Militare) ed Alessandra Dubbini (Fiamme Gialle), 14° nell'ultima prova, entrano in finale con il decimo posto.

Nel 470 maschile la Medal Race sfuma per soli 4 punti per Giacomo Ferrari e Giulio Calabrò (Marina Militare), ottimi secondi nell'ultima prova, a parte la penalità di 1 punto per il cambio del tracker malfunzionante, probabilmente revocata, ma in ogni caso ininfluente. Il tardivo risveglio dei due velisti romani non basta a recuperare i punti necessari ad entrare nei top-ten della Medal Race. Prova opaca per Matteo Capurro e Matteo Puppo (Yacht Club Italiano) diciottesimi di manche ed anche in generale.

Immutate le classifiche Laser Radial femminili, con Matilda Talluri (CN Livorno) che partirà nelle Medal Race dal 3° posto a 5 punti dalla testa della classifica. Fermi anche i Laser Standard, con Edoardo Libri che chiude Miami al 18° in generale.

Il programma Hempel World Cup Series prevede sabato le Medal Race tra i primi dieci di tutte le classi. Il fuso orario a Miami è 6 ore in anticipo rispetto all'ora italiana.

QUI IL LINK PER VEDERE LE MEDAL RACE DI MIAMI DALLE ORE 15 ITALIANE: https://youtu.be/kBBpDfCOzRU

LE DICHIARAZIONI DEL GIORNO

GABRIO ZANDONÀ (Tecnico 470 maschile):
"Con vento leggero ottima prestazione dei ragazzi, anche se le regate sono state al limite della regolarità. In queste condizioni Ferrari e Calabrò vanno forte, avevano girato quindicesimi ed hanno concluso secondi. Anche Capurro e Puppo sono stati davanti per un buon tratto, prima di un salto di vento. Peccato per le Medal sfumata, occorre lavorare per colmare il gap che si crea con vento più forte. Basterebbe poco, recuperare anche 5 barche per tre regate significherebbe guadagnare 15 punti in classifica ed essere in finale."

PIETRO ZUCCHETTI (Tecnico 470 femminile):
"Siamo stati in mare 8 ore per fare una prova breve su un campo cortissimo e vento massimo a 5 nodi. Inoltre il campo era impossibile da prevedere, vento troppo poco steso per dare riferimenti. Ma siamo contenti, portiamo due barche in Medal Race. Berta e Caruso potevano finire terze, ed avrebbero fatto la Medal partendo dal terzo posto, hanno pagato un rallentamento di passo nella poppa conclusiva, sorpassate da due barche. Ma sarà una bella finale perché sono tutte attaccate nel punteggio. Per Di Salle e Dubbini, buone partenze e prime boline, ma si ripete la tendenza ad accentrarsi nel bordeggio, soluzione che con vento leggero fa perdere strada. Il decimo posto va stretto rispetto alle possibilità di questo equipaggio."

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