Capo Rama
Da Terrasini proseguendo verso ovest si raggiunge Capo Rama, un’alta scogliera bianca dominata da una torre di avvistamento cinquecentesca ormai in rovina, che segna l’inizio del golfo di Castellammare.
La costa, alta e frastagliata, ricca di insenature e promontori, presenta numerose grotte modellate nel tempo dalla furia delle onde. I fondali sono a strapiombo e raggiungono la profondità di -50 mt.
Raggiungiamo il luogo in motoscafo e ancoriamo poco distante dalla parete, su una piccola secca che risale fino a circa -10 mt. L’acqua è torbida, la visibilità molto scarsa, restiamo molto vicini per non perderci di vista e scendiamo lungo le parete fino alla profondità di -35 mt. La temperatura dell’acqua è di 17° (siamo ormai a fine novembre) ma nonostante il freddo l’immersione dura 57 minuti, inclusi i 10 minuti di decompressione a -3 mt., Il rientro al porticciolo di Carini è caratterizzato dalla presenza di una fitta nebbia, fatto assolutamente insolito, che ci crea qualche apprensione durante la navigazione.
Il filmato è realizzato con la fotocamera digitale Nikon Coolpix L-19 scafandrata Nimar.
Secca della Formica
A circa 1 miglio dal porto di Porticello, vicino Palermo, si trova la suggestiva secca della “Formica” due scogli affioranti sulle antiche rotte non conosciuti sulle carte nautiche, teatro di naufragi di grandi imbarcazioni in epoche fenicia e romana.
Lo scoglio della formica e’ una montagna che da 60 mt. di profondita’ raggiunge la superficie e fuoriesce dall’acqua per circa mezzo metro, al centro del golfo di Porticello. Essendo la montagna di dimensioni gigantesche, la possibilita’ di variare le immersioni, scegliendo percorsi facili o difficili, poco profondi o piuttosto impegnativi, tecnici o ricreativi, ne fa uno dei piu’ famosi e visitati punti d’immersione della zona. Il fatto che ” La Formica” si trovi in mare aperto contribuisce ad incrementare l’interesse di coloro che qui, oltre a poter vedere le specie che normalmente abitano le nostre coste, possono fare fortunati incontri con amici non sempre comuni come: tonni, pesci luna, grosse ricciole, saraghi imperiali, branchi di occhiate.
In una splendida giornata di metà novembre organizziamo l’immersione. Mare calmo, sole e caldo. Raggiungiamo la secca con FFone, ormeggiamo al gavitello predisposto, la zona è riserva e ancorare è vietato, indossiamo l’attrezzatura e via in mare. Troviamo una forte corrente e una pessima visibilità, non si vede nulla oltre i 5 mt. Ci dirigiamo subito sulla parete delle gorgonie, faccio un pò di foto e poi con calma la risalita e la decompressione.



















