FFone

Fabrizio Lo Monaco é o capitão. Da molti anni naviga fra il Tirreno Meridionale e la Grecia. Insieme a lui potrete rilassarvi o prendere attivamente parte alle manovre della barca. Allinterno FFone dispone di un’ampia e comoda dinette, con la cucina disimpegnata per potersi liberamente muovere; 3 grandi cabine matrimoniali e due locali bagno molto funzionali. Tutti gli arredi e le rifiniture sono in legno massello.

L’Oceanis 381 è una barca comoda per la crociera ed è molto stabile in qualsiasi andatura
Il pozzetto è ampio per dare la possibilità allequipaggio di partecipare alle manovre.

Dotazioni:
Tender, fuoribordo, ecoscondaglio, radar, log, autopilota, salpaancora elettrico, gps cartografico ,vhf, frigobar, caricabatteria, generatore 220V



Caratteristiche:
Projeto: Berret-Racoupeau
Modelo: Oceanis 381
Estaleiro: Beneteau
Ano: 1998
Lungh. f.t.: 11,75 m.
Largura: 3,93 m.
Rascunho: 1,62 m.
Deslocamento: 6.800 Kg.
MOTOR: Volvo 50 HP
Sup. Velica. 68 mq.

Por: Randa steccata, Genoa avvolgibile, Yankee avvolgibile, Gennaker avvolgibile.

Serbatoi acqua: 500 litros
Serbatoio gasolio: 120 litros

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Estate 2010 – Cicladi

Tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, a bordo di un Beneteau Oceanis 411 noleggiato, partiamo da Paros e facciamo un giro tra le isole Cicladi meridionali. Salpiamo da porto di Paroikia e navighiamo tra le isole di Paros e Antiparos attraverso lo stretto e basso passaggio, 4 metri di fondo massimo rilevato allo scandaglio, con molta cautela e con l’uomo a prua di vedetta. Ci fermiamo a fare il bagno nei pressi degli scogli a sud del canale e poi nel pomeriggio proseguiamo per il porticciolo nell’isola di Iraklia. e’ una serata magnifica, nel minuscolo porto c’è soltanto una barca, scendiamo a terra e ceniamo molto bene in una piccola taverna sul porto. L’indomani navighiamo verso Amorgos e nel pomeriggio attracchiamo al porto di Katapola dove resteremo un paio di giorni per risolvere un problema al frigorifero che funziona ma non raffredda. Fortunatamente arriva il tecnico che risolve il problema. Potremo avere bevande fresche alle quali avevamo temuto di dover rinunciare. Nel frattempo scopriamo un altro serio inconveniente che ci creerà notevoli disagi. La randa avvolgibile è bloccata dentro l’albero e non si riesce in nessun modo a tirarla fuori. Ci proveremo ogni giorno ma senza esito. Ciò condizionerà la navigazione perchè a vela potremo andare solo con venti portanti. Nel frattempo il famoso vento delle Cicladi comincia a farsi sentire, nei giorni precedenti infatti era stato tutto calmo, ora invece soffia dai 20 para 30 nodi costantemente e noi siamo impossibilitati a veleggiare bene a causa della randa bloccata. Lasciamo Amorgos che nel frattempo abbiamo visitato all’interno con l’ausilio di una macchina a noleggio, e facciamo vela (tra fiocco e motore perchè il vento soffia da NW) verso la baia di Manganari a sud dell’isola di Ios. Ormeggiamo in rada e trascorriamo lì la notte. L’indomani dirigiamo verso il porto dove abbiamo appuntamento con una persona che dovrebbe risolvere il problema della randa. Troviamo posto in banchina, aiuto una coppia di americani che non riescono ad ormeggiare accanto a noi tanto che sono costretto a salire a bordo e fare io la manovra, e aspettiamo. Naturalmente questa persona non viene, ci sentiamo diverse volte per telefono ma c’è sempre una scusa che ritarda l’appuntamento. La sera andiamo su in paese molto frequentato da giovani soprattutto inglesi, e il giorno dopo dirigiamo di nuovo a Manganari. Siamo a 15 miglia da Santorini dove vorremmo andare ma ci sono delle difficoltà che ci impediscono di farlo. C’è vento forte da NW che ci aiuterebbe all’andata, ma al ritorno l’avremmo contro e senza randa risalirlo sarebbe problematico, poi a Santorini non c’è possibilità di ormeggiare o ancorare all’interno della caldera e quindi alla fine decidiamo di rinunciare. Trascorriamo la notte in rada e l’indomani salpiamo per Siknos. Il porto è molto piccolo e parzialmente insabbiato, è possibile solo accostare di fianco alla banchina ma due barche occupano tutto lo spazio disponibile. Ancoriamo così davanti l’ingresso del porto su 4 metri con fondo di sabbia e scendiamo a terra con il tender. Prendiamo il pullman che ci porta in alto dove c’è il paese e ceniamo lì. Para retornar … surpresa! … il vento è aumentato e l’ancora sta arando portando la barca verso il largo. Corsa affannosa con il tender per raggiungerla e fortunatamente una delle barche al molo se ne va così possiamo attraccare e passare una notte tranquilla. Abbiamo scoperto così un altro inconveniente della barca, la linea di ancoraggio composta da un’ancora cqr di una decina di chili e da 60 metri di catena da 6mm sembra essere insufficiente a trattenere la barca quando il vento rinforza. L’indomani salpiamo alla volta di Folegandros dove arriviamo nel pomeriggio. Ci fermiamo al porto dove c’è un po di risacca e trascorriamo una piacevole serata in paese. L’indomani giro per l’isola e poi si parte per Poliagos dove ancoriamo in una baietta deserta. Giornata di relax e notte in rada sotto un bellissimo cielo stellato. Il giorno dopo partiamo alla volta di Sifnos, ormeggiamo in una cala a sud dell’isola e trascorriamo una piacevole giornata. La sera andiamo a Vathi, un bel porto naturale nella costa ovest dell’isola, dove ancoriamo in rada. Sbarchiamo, ceniamo e riusciamo anche a vedere una partita dei mondiali. L’indomani torniamo nelle calette a sud dell’isola, ma abbiamo qualche problema a mantenere l’ancoraggio. Il vento soffia forte e l’ancora spesso ara. La sera ritorniamo a Vathi e vediamo anche un’altra partita. Il giorno dopo decidiamo di costeggiare l’isola verso nord e poi navigare verso NE per raggiungere Paros dove dovremo riconsegnare la barca. Ma appena doppiata la punta nord dell’isola veniamo investiti da 40 nodi di vento da nord e onda molto formata che ci impediscono di fare la rotta scelta (impossibile con fiocco e motore risalire vento e mare) e decidiamo di ritornare a ridossarci nella cala a sud. Bella navigazione in poppa e ancoraggio difficoltoso tentato in due posti differenti. L’ancora non tiene e così andiamo davanti ad una grande spiaggia dove ancoriamo su 4 metri di fondo di sabbia con tutta la catena fuori. Il ridosso non è molto buono, entra risacca e si balla, e per tutta la notte controlliamo l’ancoraggio che dobbiamo rifare almeno una volta. L’indomani dovremo ritornare a Paroikia e se continuerà questo vento non riusciremo ad andare. Decidiamo, dopo avere consultato le meteo anche grazie agli amici a casa che ci danno notizie precise da fonte internet, di partire all’alba prima che il vento rinforzi ulteriormente. Alle 6 salpiamo e troviamo solo 20 nodi di vento che non ci impediscono di rimontarlo in direzione Paros. Arriviamo al porto in mattinata e ormeggiamo al molo esterno sulla nostra ancora. Trascorriamo la giornata in paese controllando di tanto in tanto l’ancora perchè il vento nel frattempo va aumentando. L’indomani mattina arriva il proprietario della barca, tenta anche lui disperatamente di sbloccare la randa senza successo, sbarchiamo appena in tempo perchè l’ennesimo colpo di vento speda l’ancora e lui è costretto a mollare gli ormeggi ed allontanarsi dalla banchina divenuta ormai una specie di trappola. Poi il ritorno a casa con tre voli e tante corse per recuperare il bagaglio che devo reimbarcare ogni volta.

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Capo Rama

Da Terrasini proseguendo verso ovest si raggiunge Capo Rama, un’alta scogliera bianca dominata da una torre di avvistamento cinquecentesca ormai in rovina, che segna l’inizio del golfo di Castellammare.
La costa, alta e frastagliata, ricca di insenature e promontori, presenta numerose grotte modellate nel tempo dalla furia delle onde. I fondali sono a strapiombo e raggiungono la profondità di -50 mt.
Raggiungiamo il luogo in motoscafo e ancoriamo poco distante dalla parete, su una piccola secca che risale fino a circa -10 mt. L’acqua è torbida, la visibilità molto scarsa, restiamo molto vicini per non perderci di vista e scendiamo lungo le parete fino alla profondità di -35 mt. La temperatura dell’acqua è di 17° (siamo ormai a fine novembre) ma nonostante il freddo l’immersione dura 57 minutos, inclusi i 10 minuti di decompressione a -3 mt., Il rientro al porticciolo di Carini è caratterizzato dalla presenza di una fitta nebbia, fatto assolutamente insolito, che ci crea qualche apprensione durante la navigazione.
Il filmato è realizzato con la fotocamera digitale Nikon Coolpix L-19 scafandrata Nimar.



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